La nostra storia

1947-1985

Forse non tutti sanno che lo Sci Club Feltre in realtà è stato fondato nel lontano 1947, a testimonianza di quanto fosse radicata anche qui da noi la passione per gli sport della neve. Eravamo appena usciti dagli sconquassi della seconda guerra mondiale e c’era tanta voglia di riprendere a vivere. Anche nello sport.

La società, regolarmente affiliata alla FISI, fu intitolata ad Adriano Rasi, fulgida figura locale di sportivo, e la presidenza fu affidata al figlio, il Prof. Mario Rasi, anch’egli splendido fondista, campione mondiale universitario.

Solo per un disguido amministrativo accadde che saltò l’affiliazione alla FISI del 1960, per cui l’anzianità della Società non poté decorrere dalla data di nascita del 1947.

L’antica passione dei feltrini per lo sci non declinò e nuove generazioni di sportivi si fecero prepotentemente avanti.
Il Monte Avena vantava uno dei primi impianti di seggiovia che fossero stati installati in Veneto.
Durante l’inverno ciò fu un formidabile incentivo allo sviluppo degli sport invernali, attirando centinaia di sciatori che potevano comodamente salire al Col Melon e da qui fino al Campon d’Avena con la “slittovia” (che non era altro che una larga slitta trainata da un trattore). E poi giù fino a Pedavena.

Due furono soprattutto le figure che si distinsero nel diffondere la pratica dello sci: Walter Bodo e Italo De Cian. Il primo era presidente della locale sezione CAI, il secondo era il popolare insegnante di educazione fisica. Ebbene, l’uno facendosi carico di trovare forniture di sci per i ragazzi a prezzi accessibili, il secondo organizzando le prime scuole di sci, lanciarono alla grande lo sport della neve a Feltre.

 

I campi scuola erano le erte delle Braite, allora completamente sgombre dagli arbusti che oggi le infestano, salvo il boschetto che si estendeva sotto il “palon”, il traliccio della linea elettrica, dal quale i più bravi scendevano d’un fiato fino ai prati pianeggianti sottostanti, attraverso una stretta radura posta a mezza costa del Col Melon.
Come non si può dimenticare anche una sede storica delle prime gare che in zona si svolgevano anche tra le viti e gli alberi da frutto sopra Seren del Grappa, dalla Cimetta alla campagna sottostante, una pista utilizzata fino alla fine degli anni ’70 che invece ad oggi è quasi tutta zona boscata. Erano anche gli anni dei ciclostile, ordini d’arrivo delle gare battuti a macchina per ore e ore (si finiva anche col buio) e “poi giù a manovella a tirare le copie”, che per le gare di slalom gigante erano stampate su degli indimenticabili fogli rosa.

Alla fine degli anni ’50 il vecchio Sci Club era andato un po’ in calando, tanto che per l’anno 1960 ci si dimenticò addirittura di procedere all’affiliazione FISI, perdendo così il diritto di anzianità. Non passò molto tempo e alcuni appassionati si trovarono attorno all’idea di rilanciarlo. Ai già citati Walter Bodo e Italo De Cian è da aggiungere Giorgio Zamboni che era tecnico birraio proveniente da Bolzano abilissimo sciatore. Tre nomi che seppero trasmettere l’entusiasmo in alcuni giovani studenti del Colotti, divenuti poi lo zoccolo duro degli atleti dello Sci Club in quegli anni, che aprirono la strada diventando esempio per altri aspiranti sciatori di Feltre, più o meno in erba, ma spinti dalla stessa passione dello sport bianco.

L’idea fu quella di agganciare il nuovo Sci Club al CAI, come tanti erano gli esempi nel Nord Italia, approfittando delle facilitazioni dovute al fatto di avere una presidenza comune. L’atto costitutivo è del 27 dicembre 1961. Gianni Guarnieri fu eletto primo presidente del rinato Sci Cai Feltre, rimanendo così in carica fino al 1964.

La sua tragica scomparsa in un incidente di montagna, avvenuto il 19 marzo 1963, non potè che avere ripercussioni negative sul club, che tuttavia seppe superare questo brutto colpo e da lì alla “crisi” del 1986 riprese con vigore la vita sociale.


1986-2001

Sci Cai, Sci Club: come mai due nomi per lo stesso sodalizio? In effetti nell’ottobre 1985 il direttivo del CAI ritenne non esistessero più le condizioni per prestare il proprio “marchio”. Pur con dispiacere di perdere il nome di quella che in fondo resta la matrice vera della Società, alla fine di quella stagione sciistica si procedette celermente ai cambiamenti necessari alla nuova realtà: nuovo nome, Sci Club Feltre, nuova sede e nuovo statuto.

Fu quella una difficile fase, con i soci più anziani, tesserati da una vita col CAI, che si sentirono quasi traditi da una decisione così drastica. Va ricordata per tutti la travagliata presa di posizione di Sergio Dalla Rosa, che seppe tuttavia trasformare lo scoramento e la delusione in nuova energia rifondativa. A lui si unirono il presidente Rinaldino Zannini e gli allora consiglieri tutti che intrapresero la non facile operazione di rilancio e la ricerca della nuova sede, la quale fu trovata grazie all’intesa col Dopolavoro della Metallurgica (allora Aluminia), che mise a disposizione i propri locali in via Monte Grappa.

 L’inaugurazione avvenne il 24 maggio 1986 con un’assemblea che accolse di buon auspicio la concessione della FISI che ritenne di non interrompere l’anzianità di iscrizione dello Sci Cai-Sci Club Feltre, mantenendo anche lo stesso numero di matricola: BL34.

Tanto entusiasmo alla base del nuovo sodalizio. Come quello che accompagnò i più anziani, giunti per ben due anni consecutivi alle finali nazionali del Trofeo delle Regioni, più prestigiosa coppa invernale per società: a Garessio (CN) nel 1984 e al Terminillo nel 1985. Un entusiasmo che era anche ben motivato da un gruppo giovane di atleti, cresciuti nello lo Sci CAI-Sci Club attraverso i corsi di Natale e Perfezionamento, che proprio in quegli anni cominciavano a portare il nome del sodalizio anche fuori provincia, e che sarebbero diventati il nucleo più consistente della Scuola Italiana di Sci del Monte Avena negli anni ’80 e ’90: Paola Dal Sasso, Carlo Dalla Rosa, Renato Degli Angeli, Andrea e Michele Schenal, Luca Carazzai e ai quali vanno aggiunti  Giovanni Costa e Tita Dalla Corte validamente coordinati da un vero innamorato del Monte Avena, il Maestro Willy Caser.

Oltre alla sede e allo statuto, fu rinnovato anche il logo che fino all’anno prima recava l’aquila del CAI su campo granata mentre ora reca i colori bianco, azzurro e blu del sodalizio ed il castello, simbolo della città, in campo granata.

Il primo direttivo dello Sci Club Feltre si riunì il 19 dicembre 1986 nella nuova sede di via Montegrappa, presso il Dopolavoro Aluminia “Walter Bodo”, ridistribuendo così le cariche: Rinaldo Zannini divenne il primo presidente della nuova Società, confermato per acclamazione; unanime fu anche l’indicazione dei due vice presidenti in Sergio Dalla Rosa e Italo De Cian;all’interno del direttivo si insediarono Luana Gorza alla segreteria, Adriano “Matteo” Scanavacca all’amministrazione, Luciano Bosco alla tesoreria, Renato Beino alla stampa, Gianni Graziottin ai rapporti esterni. Lo staff tecnico nel 1986 era invece composto da: Sergio Dalla Rosa, Italo De Cian e Francesco De Paoli; per i seniores era delegato Claudio Nazzaro, per il Trofeo delle Regioni era delegato Bruno Possiedi. Il supporto organizzativo generale era affidato a Mario Aspodello, Paolo Barioli, Angelo Cassol, Bruno Zannini e Valentino Scopel.

Sulla base di una fortissima squadra senior-master capace di ritornare alla finale nazionale del Trofeo delle Regioni nel 1998 a Vareno nella Presolana (BG), tra la fine degli anni ’80 e ’90 diversi sono stati i ragazzi che si sono distinti, non solo livello locale ma anche a quello nazionale: Evelina Curto, capace di diventare campionessa italiana di Slalom Gigante “Allievi e Ragazzi” nel 1997; Diego Castellaz, tuttora Nazionale di Ski-Cross con cui partecipa alle gare di Coppa del Mondo e dal 2004 nel Gruppo Sportivo della Forestale
, aggregato alla Nazionale “C”con la quale ha partecipato ai Mondiali Junior a Bardonecchia, ha all’attivo un 3°posto in slalom ai campionati italiani nel 2004, numerose vittorie in SL SG e DH in gare internazion\ali FIS; Alison De Nando vincitrice nel 1996 delle finali nazionali del Gran Premio Lattebusche; Manolo Rocca, vincitore del gigante al CaSTA i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine nel 1998.

Nel 1993 viene corso il primo Trofeo intitolato a Adriano Guarnieri, uno slalom gigante per le categorie senior-master organizzato dallo Sci Club Feltre per commemorare forse il più grande atleta mai passato per le nostre file: amante vero della montagna e appassionato anche di volo libero, fu  storico portabandiera della Nazionale Italiana alle Olimpiadi del 1936 a Garmisch-Partenkirchen dove partecipò alla gara di sci alpino che allora consisteva in una combinata 7° dopo la prima prova di slalom e 17° finale dopo la libera, capace anche di diventare campione mondiale di slalom in due edizioni delle Universiadi, con all'attivo un argento (1935) e due bronzi (1933 e 1934) in slalom ai Campionati Italiani assoluti.

In queste due decadi il Corso di Natale sulle nevi del Campon d’Avena è senza dubbio arrivato a livelli organizzativi, di risultato e di presenze eccelsi. Erano gli anni nei quali un pullman partiva da Segusino per raccogliere i ragazzi del Basso Feltrino, perché il corso non coinvolgeva solo i residenti nella stretta cerchia della città di Feltre e paesi limitrofi, ma si spingeva con presenze fino quasi alla bassa. Erano sei giorni di vacanza anche per i dirigenti che si occupavano dell’organizzazione. Proverbiale era la gara finale, che si teneva l’ultimo giorno, con coreografie varie degli atleti “esperti” dello Sci Club che per l’occasione erano anche gli istruttori dei bimbi. Al presidente era poi riservato l’onore di “premiare” i piccoli concorrenti dai quali sarebbero nate le nuove generazioni e magari qualche campioncino vero.


2001-attuale

Con la fondazione dello Sci Club Vallata Feltrina (2000), numerosi giovani atleti passarono a questa società, creata per dare i presupposti per un agonismo nelle metodologie d’allenamento più avanzato, abbassando allo stesso tempo i costi complessivi concentrando i più giovani dei vari Sci Club della zona in quest’unico sodalizio che avrebbe poi dovuto lasciare, secondo accordi, che le giovani promesse tornassero ai relativi Sci Club d’appartenenza una volta compiuti i diciotto anni (…).

Questo è stato un periodo molto buio per lo Sci Club perché ben presto ci si è accorti che senza i giovani non vi era destino per il sodalizio che nel corso degli anni aveva drasticamente ridotto anche le squadre Senior-Master e i tesserati, pochi e sempre gli stessi: i più affezionati.

Le difficoltà di quegli anni unite al calo di presenze sul Monte Avena hanno dato slancio alla creazione, insieme ad altri Sci Club quali il Croce d’Aune, Monte Avena e ENAL Sport Villaga (in un primo momento c’era anche il Vellai poi sostituito dal Villabruna, mentre si è aggiunto in seguito lo Ski Team del Poi), della Coppa Monte Avena: un circuito-trofeo che voleva ridare slancio sia all’agonismo senior-master locale e allo stesso tempo rivalorizzare il Campon nella stagione invernale. Nel 2008 siamo stati i primi vincitori del trofeo a cui si aggiungono i primi posti anche nel 2009 e nel 2010, mentre il nostro alfiere Vittore Palminteri è riuscito a portare a casa la classifica assoluta maschile negli anni 2008, 2009 e 2011.

Nel 2002 è anche da segnalare il primo Memorial Matteo Carazzai, un trofeo a squadre voluto dallo Sci Club Feltre, dal Croce d’Aune e dai Donatori di Sangue di Zermen per commemorare un amico che ha militato per tanti anni nelle file della compagine feltrina.

Dal 2008 si corre anche il Memorial Gianni Zallot una gara di slalom gigante per senior-master (il primo anno questo trofeo dava nome a una gara baby-cuccioli del circuito Lattebusche, mentre il secondo anno una gara Master disputata sul Rolle) in ricordo di un non solo glorioso atleta dello Sci Club ma di una persona che aveva contribuito attivamente a costruire lo Sci Club.

Il 2007 è stato l’anno della svolta: al il cambio di sede al Casèl di Foen appena ristrutturato, dopo lo sfratto repentino dalla vecchia stanza del Dopolavoro in Via Montegrappa, si è aggiunto il riavvio delle attività agonistiche del settore giovanile fortemente voluto dal nuovo presidente Cesare Reghin, aiutato nell’impresa anche dall’inossidabile Francesco De Paoli, da Andrea Scopel, da Renato Degli Angeli e dall'inossidabile Luciano Bosco.

Oggi le squadre giovanili sfornano e soprattutto non disinvogliano i ragazzi, che a 16 anni, alla media 2-4 all’anno, entrano nelle file delle squadre senior, mentre d'estate sempre più sono quelli che si cimentano nello sci d'erba che da qualche anno ci ha regalato notevoli soddisfazioni con Andrea Reghin, alfiere della Nazionale maggiore dal 2010. Lo spirito dello Sci Club Feltre è proprio questo, lo è stato e dovrà essere anche in futuro: il proselitismo, l’introduzione delle nuove leve alla tecnica dello sci facendo capire loro che questo sport prima è gioco piuttosto che agonismo. Al nostro interno, come in tante realtà legate al volontariato, la vita della nostra società sportiva è talmente varia da fare spazio a chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo e solidaristico. Se poi, com’è il caso dello Sci Club Feltre, gli scopi sociali sono alieni da importanti interessi materiali ed economici, si lavora per fornire ai giovani un ambiente quanto più consono possibile alle loro aspirazioni atletiche e agonistiche. Ci si trova per vivere assieme in amicizia i momenti più squisitamente comunitari e allora viene a galla il meglio dello spirito di volontariato.

Nel 2011 lo Sci Club Feltre ha compiuto cinquant’anni, che in verità sarebbero 64 se non fosse stata dimenticata l’affiliazione nel 1960.